Accordi di separazione e assegno divorzile: il giudice conserva un’autonoma valutazione

La Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 27533 del 22 ottobre 2026 torna sul rapporto tra gli accordi economici conclusi in sede di separazione e il successivo giudizio di divorzio.

La Corte distingue, anzitutto, tra le pattuizioni funzionali alla separazione — come quelle che regolano il mantenimento del coniuge nel periodo successivo alla cessazione della convivenza — e gli accordi patrimoniali autonomi, che trovano nella separazione soltanto l’occasione per regolare rapporti economici tra le parti. Le prime possono essere superate dalla pronuncia di divorzio, ma solo dopo un nuovo e autonomo accertamento dei presupposti dell’assegno. I secondi restano invece soggetti alle regole dell’autonomia privata e non possono essere modificati dal giudice del divorzio nell’ambito del giudizio sullo status. La qualificazione va compiuta considerando la funzione concreta delle singole clausole: accordi diversi possono convivere nello stesso verbale o nella stessa intesa.

La sentenza chiarisce inoltre che i coniugi non possono vincolare in anticipo il giudice sulla spettanza o sulla misura dell’assegno divorzile. La clausola che pretende di predeterminare l’assetto economico del futuro divorzio è nulla nella parte in cui interferisce con l’autonomo accertamento giudiziale e non vincola il giudice; può tuttavia essere valutata, insieme agli altri elementi acquisiti, come dato indiziario sulla storia familiare e sul contributo prestato da un coniuge.

Ne deriva una distinzione importante: l’accordo non sostituisce l’accertamento giudiziale e non garantisce automaticamente l’assegno, ma può concorrere alla prova dei fatti rilevanti. La decisione sul diritto e sull’importo resta affidata alla verifica delle condizioni economiche, della durata del matrimonio e del contributo alla vita familiare, secondo i criteri di legge.

In concreto, la Cassazione ha confermato l’assegno divorzile riconosciuto dalla Corte d’appello, dopo avere escluso che gli accordi separativi potessero vincolare il giudice nella decisione sul divorzio.

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